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PROGETTAZIONE PRELIMINARE: NORMATIVA E SCHEMI


Già n
el sistema delineato dalla L.109/94, la progettazione ha un ruolo centrale e la disciplina ad essa relativa costituisce uno dei punti qualificanti della nuova normativa e fissa criteri espressi in termini qualitativi, che sono particolarmente importanti: la progettazione, a parte i tre livelli nei quali è articolata, deve garantire qualità dell'opera, conformità alle norme e soddisfacimento dei requisiti essenziali.La centralità del progetto si ricollega al fatto che lo stesso costituisce il momento di emersione e di sintesi delle scelte strutturali, ambientali, funzionali, tecnologiche ed economiche sottese all'opera pubblica. L'art. 16 della norma definisce la progettazione a livello preliminare. Il progetto preliminare introduce gli elementi di controllo degli aspetti qualitativi dell’intervento progettuale, determinando l’entità dell’intervento in termini funzionali, dimensionali, tecnologico-prestazionali e, quindi, economici e verificandone nel complesso la fattibilità. È in questa fase che si valuta la convenienza economica complessiva dell’intervento. Successivamente la 163/2006 riscrive il suddetto articolo, richiamando all'art. 93 i livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori. Per il progetto preliminare si definiscono i punti centrali oggetto della progettazione. Quest'ultimo deve definire le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, anche con riferimento ai profili ambientali e all'utilizzo dei materiali provenienti dalle attività di riuso e riciclaggio, della sua fattibilità amministrativa e tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di prima approssimazione, dei costi, da determinare in relazione ai benefici previsti, nonché in schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare; il progetto preliminare dovrà inoltre consentire l'avvio della procedura espropriativa.
Con il DPR 207/2010 il legislatore da un maggior peso della fase di programmazione, i cui elaborati vengono maggiormente sviluppati e definiti ed un maggiore approfondimento tecnologico del progetto preliminare e definitivo.
Il Documento preliminare alla progettazione configurato come livello di progettazione esternalizzabile, diventa cerniera dell’intero processo. La novità più rilevante è che in esso deve trovare chiara identificazione l’iter procedurale selezionato sulla natura dell’opera, per quanto riguarda soprattutto la tipologia di contratto e di affidamento della progettazione e dell’esecuzione e l’eventuale ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Restano fermi i contenuti relativi allo sviluppo del quadro esigenziale e prestazionale che l’intervento dovrà soddisfare.
Per quanto riguarda il progetto preliminare (Sezione II - Progetto preliminare Art. 17. Documenti componenti il progetto preliminare), la novità principale riguarda l’indice della relazione illustrativa, che dovrà essere strutturato in «scelta delle alternative» (analisi delle alternative possibili prese in considerazione) e «descrizione dettagliata della soluzione selezionata». La relazione tecnica dovrà riportare lo «sviluppo degli studi tecnici specialistici», non più denominati «di prima approssimazione», ed essere strutturata secondo un indice di quindici punti che comprende anche la relazione archeologica, il censimento delle interferenze (con risoluzione e preventivo di costo di risoluzione), il piano di gestione delle materie di cava e di discariche, la quantificazione degli importi per gli espropri, analisi e relazione sismica, lo studio del traffico. Viene inoltre superata la dicitura «schemi grafici», che vengono rinominati, a dimostrazione di un maggiore approfondimento tecnologico, «elaborati grafici». Il vecchio capitolato prestazionale diventa infine capitolato descrittivo e prestazionale (prima all’interno del progetto definitivo e ora anticipato nel preliminare) e, per appalti con a base il progetto preliminare, dovrà costituire un allegato allo schema di contratto.

 

PROGETTO PRELIMINARE: Contenuti
a) relazione illustrativa;
b) relazione tecnica;
c) studio di prefattibilità ambientale;
d)
studi necessari per un’adeguata conoscenza del contesto in cui è inserita l’opera, corredati da dati bibliografici, accertamenti ed indagini preliminari - quali quelle storiche archeologiche ambientali, topografiche, geologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche e sulle interferenze e relative relazioni ed elaborati grafici – atti a pervenire ad una completa caratterizzazione del territorio ed in particolare delle aree impegnate;
e)
planimetria generale e elaborati grafici;
f)

prime indicazioni e misure finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro per la stesura dei piani di sicurezza; CONTENUTI MINIMI:
a) identificazione e la descrizione dell'opera, esplicitata con:
1) la localizzazione del cantiere e la descrizione del contesto in cui è prevista l'area di cantiere;
2) una descrizione sintetica dell'opera, con riferimento alle scelte progettuali preliminari;
b) una relazione sintetica concernente l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi in riferimento all'area ed all'organizzazione dello specifico cantiere nonché alle lavorazioni interferenti;
c) le scelte progettuali ed organizzative, le procedure e le misure preventive e protettive, in riferimento all'area di cantiere, all'organizzazione del cantiere, e alle lavorazioni;
d)

la stima sommaria dei costi della sicurezza, determinata in relazione all’opera da realizzare sulla base degli elementi di cui alle lettere da a) a c) .

g)

calcolo sommario della spesa;
Nel caso di concessione, il quadro economico è accompagnato da specifico allegato relativo al piano economico di massima di copertura della spesa e della connessa gestione, con l’indicazione:
a) dell’arco temporale prescelto ;
b) dell’eventuale prezzo che l’amministrazione prevede di riconoscere per consentire al concessionario di perseguire l’equilibrio economico e finanziario;
c) della eventuale cessione in proprietà o a titolo di godimento, a titolo di prezzo, dei beni;
d) dei conseguenti oneri a carico del concessionario, da porre a base di gara;
e) dei costi della sicurezza dedotti dal piano di sicurezza.

h) quadro economico di progetto;
i) piano particellare preliminare delle aree o rilievo di massima degli immobili.


RELAZIONE ILLUSTRATIVA: Contenuti
a)
scelta delle alternative: riepiloga tutti i dati e le considerazioni sulla base dei quali si è giunti alla determinazione della soluzione progettuale migliore (soluzione selezionata) riportando altresì, tramite elaborati grafici, le soluzioni progettuali alternative prese in esame;
  • descrizione generale corredata da elaborati grafici redatti anche su base cartografica delle soluzioni progettuali analizzate, caratterizzate sotto il profilo funzionale, tecnico (aspetti geologici, geotecnici, idrologici, idrogeologici, di traffico, strutturali, impiantistici, ecc.) e sotto il profilo dell’inserimento ambientale (aspetti urbanistici, archeologici, vincolistici, ecc.);
  • illustrazione delle ragioni della soluzione selezionata sotto il profilo localizzativo, funzionale ed economico, nonché delle problematiche connesse all’inserimento ambientale, alle preesistenze archeologiche e alla situazione complessiva della zona, con riferimento alle altre possibili soluzioni; ove l’intervento preveda l’adeguamento o l’ampliamento di opere esistenti, il progetto espone chiaramente le caratteristiche dell’opera esistente, le motivazioni che hanno portato a tale scelta e l’esame di possibili alternative anche parziali.
b)
descrizione puntuale del progetto della soluzione selezionata e indicazioni per la prosecuzione dell’iter progettuale:
  • descrizione dettagliata della soluzione selezionata;
  • esposizione della fattibilità dell’intervento, documentata anche attraverso i risultati dello studio di prefattibilità ambientale, ed in particolare:
  • l’esito delle indagini geologiche, idrologiche e idrauliche, di traffico, geotecniche ed archeologiche di prima approssimazione delle aree interessate;
  • l’esito degli accertamenti in ordine agli eventuali vincoli di natura storica, artistica, archeologica, paesaggistica o di qualsiasi altra natura interferenti sulle aree o sugli immobili interessati;
  • aspetti funzionali ed interrelazionali dei diversi elementi del progetto anche in riferimento al quadro delle esigenze e dei bisogni da soddisfare di cui all’articolo 15, comma 6, lettera c); nel caso di opere puntuali, la relazione ne illustra le caratteristiche architettoniche;
  • accertamento in ordine alla disponibilità delle aree ed immobili da utilizzare, alle relative modalità di acquisizione, ai prevedibili oneri;
  • l’accertamento della disponibilità dei pubblici servizi e delle modalità dei relativi allacciamenti;
  • accertamento in ordine alle interferenze con pubblici servizi presenti lungo il tracciato, la proposta di soluzione ed i prevedibili oneri;
  • indirizzi per la redazione del progetto definitivo;
  • cronoprogramma delle fasi attuative, con l’indicazione dei tempi massimi di svolgimento delle varie attività di progettazione, approvazione, affidamento, esecuzione e collaudo;
  • indicazioni su accessibilità, utilizzo e manutenzione delle opere, degli impianti e dei servizi esistenti.
c)
riepilogo degli aspetti economici e finanziari del progetto:
  • calcoli estimativi giustificativi della spesa;
  • l’eventuale articolazione dell’intervento in stralci funzionali e fruibili, ovvero in tratte funzionali e fruibili per le opere a rete;
  • quadro economico;
  • sintesi delle forme e fonti di finanziamento per la copertura della spesa;
  • risultati del piano economico e finanziario per gare in concessione.

 

RELAZIONE TECNICA: Principali argomenti di indagine contenuti
a)
geologia;
b) geotecnica;
c) sismica;
d) studio preliminare di inserimento urbanistico e vincoli;
e)
archeologia: la relazione deve riportare gli sviluppi e gli esiti della verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare;
f)
censimento delle interferenze (con le ipotesi di risoluzione delle principali interferenze riscontrate e preventivo di costo);
g) piano di gestione delle materie con ipotesi di soluzione delle esigenze di cave e discariche;
h) espropri (quantificazione preliminare degli importi);
i) architettura e funzionalità dell’intervento;
l) strutture ed opere d’arte;
m) tracciato plano-altimetrico e sezioni tipo (per opere a rete);
n) impianti e sicurezza;
o) idrologia;
p) idraulica;
q) strutture;
r) traffico.

Per interventi di adeguamento/ampliamento di opere esistenti, la relazione tecnica deve contenere inoltre:
a.
dettagliato resoconto sulla composizione, caratteri storici, tipologici e costruttivi, consistenza e stato di manutenzione dell’opera da adeguare/ampliare;
b. la destinazione finale delle zone dismesse;
c.
chiare indicazioni sulle fasi esecutive necessarie per garantire l’esercizio durante la costruzione dell’intervento (se previsto).

 

STUDIO DI PREFATTIBILITÁ AMBIENTALE: Contenuti
a)
la verifica, anche in relazione all'acquisizione dei necessari pareri amministrativi, di compatibilità dell’intervento con le prescrizioni di eventuali piani paesaggistici, territoriali ed urbanistici sia a carattere generale che settoriale;
b)
lo studio sui prevedibili effetti della realizzazione dell’intervento e del suo esercizio sulle componenti ambientali e sulla salute dei cittadini;
c)
l’illustrazione, in funzione della minimizzazione dell’impatto ambientale, delle ragioni della scelta del sito e della soluzione progettuale prescelta nonché delle possibili alternative localizzative e tipologiche;
d)
la determinazione delle misure di compensazione ambientale e degli eventuali interventi di ripristino, riqualificazione e miglioramento ambientale e paesaggistico, con la stima dei relativi costi da inserire nei piani finanziari dei lavori;
e)
l’indicazione delle norme di tutela ambientale che si applicano all'intervento e degli eventuali limiti posti dalla normativa di settore per l'esercizio di impianti, nonché l’indicazione dei criteri tecnici che si intendono adottare per assicurarne il rispetto.

 

ELABORATI GRAFICI: Contenuti
a) per opere e lavori puntuali:
1)
dallo stralcio degli strumenti di pianificazione territoriale e di tutela ambientale e paesaggistica, nonché degli strumenti urbanistici generali ed attuativi vigenti, sui quali sono indicate la localizzazione dell’intervento da realizzare e le eventuali altre localizzazioni esaminate;
2)
dalle planimetrie con le indicazioni delle curve di livello in scala non inferiore a 1:2.000, sulle quali sono riportati separatamente le opere ed i lavori da realizzare e le altre eventuali ipotesi progettuali esaminate;
3)

dagli elaborati relativi alle indagini e studi preliminari, in scala adeguata alle dimensioni dell’opera in progettazione:
- carta e sezioni geologiche;
- sezioni e profili geotecnici;
- carta archeologica;
- planimetria delle interferenze;
- planimetrie catastali;
- planimetria ubicativa dei siti di cava e di deposito;
4)
dagli schemi grafici e sezioni schematiche nel numero, nell’articolazione e nelle scale necessarie a permettere l'individuazione di massima di tutte le caratteristiche spaziali, tipologiche, funzionali e tecnologiche delle opere e dei lavori da realizzare, integrati da tabelle relative ai parametri da rispettare;
b)
per opere e lavori a rete:
1) dalla corografia generale di inquadramento dell’opera in scala non inferiore a 1:100.000;
2)
dalla corografia contenente l'indicazione dell'andamento planimetrico dei tracciati esaminati con riferimento all'orografia dell'area, al sistema di trasporti e degli altri servizi esistenti, al reticolo idrografico, in scala non inferiore a 1:25.000;
3)
dallo stralcio degli strumenti di pianificazione territoriale e di tutela ambientale e paesaggistica, nonché degli strumenti urbanistici generali ed attuativi vigenti, sui quali sono indicati i tracciati esaminati.
4)
dalle planimetrie con le indicazioni delle curve di livello, in scala non inferiore a 1:10.000, sulle quali sono riportati separatamente i tracciati esaminati;
5)
dalle planimetrie su foto mosaico, in scala non inferiore a 1:10.000, sulle quali sono riportati separatamente i tracciati esaminati;
6) dai profili longitudinali altimetrici dei tracciati esaminati in scala non inferiore a 1:10.000/1000;
7)
dagli elaborati relativi alle indagini e studi preliminari, ed in particolare:
  • carta e sezioni geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche in scala non inferiore a 1:10.000/1000;
  • planimetria idraulica in scala non inferiore a 1:10.000;
  • sezioni geotecniche con indicazione delle unità stratigrafiche omogenee sotto il profilo fisico-meccanico, delle principali grandezze fisiche e proprietà indice, nonché del regime delle pressioni interstiziali nel volume significativamente interessato dall’opera in scala non inferiore a 1:5.000/500;
  • carta archeologica in scala non inferiore a 1:25.000;
  • planimetria delle interferenze in scala non inferiore a 1:10.000;
  • corografia in scala non inferiore a 1:25.000 con l’ubicazione dei siti di cava e di deposito;
  • planimetria dei siti di cava e di deposito in scala non inferiore a 1:10.000;
  • sistemazione tipo aree di deposito;
8)

dalle planimetrie su foto mosaico, in scala non inferiore a 1:5.000, del tracciato selezionato;

9)
dalle planimetrie con le indicazioni delle curve di livello, in scala non inferiore a 1:5.000, per il tracciato selezionato; la scala non dovrà essere inferiore a 1:2.000 per le tratte in area urbana. La planimetria dovrà contenere una rappresentazione del corpo stradale, ferroviario o idraulico e degli sviluppi di tutti gli assi di progetto, calcolati in base alle caratteristiche geometriche assunte. Dovranno essere rappresentate le caratteristiche geometriche del tracciato e le opere d’arte principali;
10)
dai profili longitudinali altimetrici delle opere e dei lavori da realizzare in scala non inferiore a 1:5.000/500, contenenti l’indicazione di tutte le opere d’arte previste, le intersezioni con reti di trasporto, di servizi e/o idrologiche, le caratteristiche geometriche del tracciato; per le tratte in area urbana la scala non dovrà essere inferiore a 1:2000/200;
11)
da sezioni tipo idriche, stradali, ferroviarie e simili in scala non inferiore ad 1:200 nonché uguali sezioni per le eventuali altre ipotesi progettuali esaminate;
12)
da sezioni trasversali correnti, in numero adeguato per una corretta valutazione preliminare delle quantità da utilizzare nella quantificazione dei costi dell’opera;
13)
da elaborati che consentano, mediante piante, prospetti e sezioni in scala adeguata, la definizione di tutti i manufatti speciali che l’intervento richiede;
14) da elaborati che riassumono i criteri di sicurezza previsti per l’esercizio dell’infrastruttura;
15)
da elaborati tipologici che consentano, mediante piante, prospetti e sezioni in scala adeguata, la definizione di tutte le opere correnti e minori che l’intervento richiede;
16)
da elaborati che consentano, mediante schemi, piante e sezioni in scala adeguata, la definizione delle componenti impiantistiche presenti nel progetto.
Nel caso in cui il progetto preliminare venga posto a base di appalto di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), del codice, gli elaborati da porre a base di gara comprendono tutte le informazioni necessarie per consentire ai concorrenti di formulare le offerte, ed in particolare:
a) i rilievi plano altimetrici delle aree e lo stato di consistenza delle opere da ristrutturare;
b) gli elaborati grafici a corredo delle relazioni geologica, idrologica e geotecnica delle aree;
c) gli elaborati grafici a corredo del piano di sicurezza e di coordinamento.