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STUDI DI FATTIBILITÁ: NORMATIVA E SCHEMI


Dal punto di vista normativo, l'art.4 della legge 144/1999 introduce lo studio di fattibilità quale strumento ordinario preliminare ai fini dell'assunzione delle decisioni di investimento da parte delle amministrazioni pubbliche. Lo studio costituisce da quel momento lo strumento per certificare l'opportunità di un investimento ai fini dell'accesso preferenziale a fondi disponibili per la progettazione preliminare e per la realizzazione finale dell'opera.
Successivamente, con il Decreto legislativo n. 152/2008 per la prima volta gli SdF vengono intesi come strumenti dotati di una duplice valenza sia di programmazione che base per la gara di appalto, estendendone l'obbligatorietà anche ai privati che presentano proposte da inserire nella programmazione triennale.
Tale inserimento, ha reso necessario l'individuazione chiara dei contenuti minimi per lo sviluppo e la redazione.
A tal fine l'Autorità di Vigilanza su contratti pubblici di lavori servizi e forniture ha indicato, nel documento predisposto per l'audizione in Parlamento intitolato "Prime indicazioni sulla finanza di progetto dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 152/2008", le linee guida per la finanza di progetto e linee guida per la compilazione dello studio di fattibilità.
Solo con il DPR 207/2010 si ha la chiara indicazione dei contenuti degli studi di fattibilità, individuando concretamente due schemi di SdF,
uno schema generale di sviluppo dello studio di fattibilità ed uno più dettagliato qualora lo studio di fattibilità è posto a base di gara, ai sensi degli articoli 58 e 153 del codice degli appalti pubblici (dialogo competitivo e project financing).
Di seguito si riportano entrambi gli schemi:

 

STUDIO DI FATTIBILITÀ: Disposizioni generali
Relazione illustrativa contenente:
a) le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali, economico-finanziarie dei lavori da realizzare;
b) l'analisi delle possibili alternative rispetto alla soluzione realizzativa individuata;
c)
la verifica della possibilità di realizzazione mediante i contratti di partenariato pubblico privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del codice degli appalti pubblic;
d)
l'analisi dello stato di fatto, nelle sue eventuali componenti architettoniche, geologiche, socio-economiche, amministrative;
e)
la descrizione, ai fini della valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e della compatibilità paesaggistica dell'intervento, dei requisiti dell'opera da progettare, delle caratteristiche e dei collegamenti con il contesto nel quale l'intervento si inserisce, con particolare riferimento alla verifica dei vincoli ambientali, storici, archeologici, paesaggistici interferenti sulle aree o sugli immobili interessati dall'intervento, nonché l'individuazione delle misure idonee a salvaguardare la tutela ambientale e i valori culturali e paesaggistici.


STUDIO DI FATTIBILITÀ: Disposizioni specifiche
Disposizioni specifiche se lo studio di fattibilità è posto a base di gara, ai sensi degli articoli 58 e 153 del codice:
a) relazione illustrativa generale contenente:

1. l'inquadramento territoriale e socio-economico dell'area oggetto dell'intervento:
1.1.
corografia, stralcio del piano regolatore generale comunale, verifica della compatibilità con gli strumenti urbanistici;
1.2.
analisi dell'impatto socio-economico con riferimento al contesto produttivo e commerciale esistenti;

2. l'analisi della domanda e dell'offerta attuale e di previsione con riferimento:
2.1. al bacino d'utenza;
2.2.
alla stima dei bisogni dell'utenza mediante utilizzo di parametri fisici riferiti alla specifica tipologia dell'intervento, quali i flussi di traffico e il numero di accessi;
2.3.
all'individuazione, in termini quantitativi e di gradimento, dell'offerta attuale e di quella prevista nei medesimi settori dell'intervento;

3. l'analisi delle alternative progettuali:
3.1.
individuazione delle alternative progettuali dal punto di vista delle scelte tecnologiche, organizzative e finanziarie;
3.2. matrice delle alternative progettuali;
4. lo studio dell'impatto ambientale riferito alla soluzione progettuale individuata e alle possibili soluzioni alternative:
4.1.
analisi sommaria degli aspetti geologici, geotecnici, idraulici, idrogeologici, desunti dalle cartografie disponibili o da interventi già realizzati ricadenti nella zona;
4.2.
verifica dei vincoli ambientali, storici, archeologici, paesaggistici interferenti sulle aree o sugli immobili interessati dall'intervento;
b) relazione tecnica contenente:
1. le caratteristiche funzionali e tecniche dei lavori da realizzare;
2. descrizione, ai fini della valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e della compatibilità paesaggistica dell'intervento, dei requisiti dell'opera da progettare, delle caratteristiche e dei collegamenti con il contesto nel quale l'intervento si inserisce nonché delle misure idonee a salvaguardare la tutela ambientale i valori culturali e paesaggistici;
3. analisi sommaria delle tecniche costruttive e indicazione delle norme tecniche da applicare;
4. cronoprogramma;
5. stima sommaria dell'intervento secondo le modalità di cui all'articolo 22, comma 1, con l'individuazione delle categorie di cui all'allegato A e dei relativi importi, determinati mediante l'applicazione delle quote di incidenza delle corrispondenti lavorazioni rispetto al costo complessivo;
c)
elaborati progettuali stabiliti dal responsabile del procedimento tra quelli previsti dall'articolo 21 del DPR 207/2010 (Elaborati grafici del progetto preliminare art. 22, d.P.R. n. 554/1999)
d) elaborato tecnico-economico contenente:
1. la verifica della possibilità di realizzazione mediante concessione rispetto all'appalto;
2. analisi della fattibilità finanziaria (costi e ricavi) con riferimento alla fase di costruzione e, nel caso di concessione, alla fase di gestione;
3. analisi della fattibilità economica e sociale (analisi costi-benefici);
4. schema di sistema tariffario, nel caso di concessione;
5. elementi essenziali dello schema di contratto.